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Edilizia popolare a Satara  - Rosso, Mauritania -

 

Negli anni '70 la prolungata siccità che colpì il Sahel, provocò un notevole flusso migratorio, di popolazione rurale, che si stabili nelle due principali città più vicine, Novakchott e Rosso. Alla periferia di quest'ultima, in un'area denominata Satara, trovarono posto temporaneamente circa 1.400 famiglie. Nel 1975 dopo che un alluvione invase il quartiere, il SOCOGIM (l'ente mauritano per l'edilizia popolare) diede incarico all'ADAUA (associazione africana per lo sviluppo dell'architettura e l'urbanistica) di intervenire in soccorso degli sfollati.

 

In un primo momento vennero fatti degli studi socio-economici che diedero modo di capire quali fossero le migliori scelte tipologiche e tecnologiche da adoperare. Rosso si trova nel sud della Mauritania dove è molto difficile e costoso far arrivare materiali d'importazione come il ferro ed il cemento. 

 

Inoltre gli studi evidenziarono che la soluzione ottimale sarebbe stata quella di utilizzare materiali naturali locali e sfruttare le conoscenze costruttive di base della popolazione e arricchirle con nuovi elementi come le volte nubiane e a padiglione.

 
     
Rosso, Mauritania Planimetria del quartiere Satara Studio di copertura
Rosso, Mauritania Planimetria del quartiere Studio di copertura
     
Alloggio con volta nubiana Alloggi tipo Scorcio di alcuni alloggi
Alloggio con volta nubiana Alloggi tipo  Scorcio di alcuni alloggi
     
Tre aule della scuola Interno di un alloggio Scorcio di un alloggio
Tre aule della scuola Interno di un alloggio Scorcio di un alloggio
     

 

 

I materiali utilizzati furono principalmente i mattoni di terra cotti al sole (adobe). Per l'impasto fu utilizzata la terra argillosa locale mescolata a crusca di riso, risorsa piuttosto abbondante nella regione.

La calce venne estratta da una cava nella vicina città di Novakchott. Inoltre si usarono mattoni cotti e cemento, ma solo in piccola quantità e prevalentemente per realizzare le fondazioni.

 

In un primo momento furono realizzate 12 abitazioni pilota attraverso le quali furono formati 25 muratori specializzati (cioè la prima squadra) che a loro volta formarono altre decine di muratori. In questo modo si diede forma al tessuto di mano d'opera necessario ad affrontare la fase costruttiva generale basata sul sistema della autocostruzione assistita. 

 

Questo approccio, che ha visto i diretti interessati protagonisti sia nelle scelte urbanistiche che nella pratica costruttiva, ha permesso un consistente risparmio economico: 3.500 Ouguiyas* al metro quadro contro le 25.000 calcolate per lo stesso intervento fatto in modo "tradizionale".

 

Purtroppo i lavori sono stati sospesi a causa della mancanza di fondi (dirottati su spese militari) e quindi non sono stati raggiunti tutti gli obiettivi iniziali. Non'ostante ciò questa esperienza è stata considerata positiva e presa a modello da numerose associazioni ed enti internazionali.

 

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* Oggi 1 Euro equivale a circa 314 Ouguiyas

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