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Convent Avenue
Studios -
Tucson, USA -
Quest'opera
dell'architetto statunitense Rick Joy sorge
nel quartiere storico
della città di Tucson, nello stato
nord'americano dell'Arizona. Tucson
fu fondata dagli spagnoli
verso la fine del XVI secolo. Questa
come altre città della regione fu
costruita con la terra, adoperando
diverse tecniche tra cui il pisé e
l'adobe.
Tecniche che i conquistadores
conoscevano molto bene. Il
complesso di edifici realizzato da Joy
si colloca nel bel mezzo del tessuto
urbano del centro storico della città,
li dove da alcuni anni è in atto
un'operazione di ripristino degli
antichi edifici in terra cruda. Joy
prende
spunto dalle tecniche in uso in
questa zona, ne perfeziona l'applicazione
e l'adegua a forme architettoniche
completamente diverse dalla tradizione, molto più vicine
al moderno stile di vita. Operazione che
egli definisce "modernismo organico". Per
quanto riguarda l'approvazione del
progetto, Joy non ha avuto particolari
difficoltà con le locali autorità
urbanistiche, ma piuttosto con i
"puristi" dell'architettura
tradizionale, che non hanno accettato di
buon grado la nascita di nuove forme
architettoniche in seno all'antico
tessuto urbano, neppure se basate
su tecniche considerate "tradizione locale". Il
lotto su cui sorge il complesso è largo
solo 12 metri e lungo circa 72, e si
affaccia su entrambe le strade che
delimitano l'isolato. All'interno di
questo lotto sono stati inseriti tre
edifici di pianta trapezoidale di 93
metri quadri l'uno, disposti,
molto ingegnosamente, in modo da non
apparire ripetitivi e creando, grazie
agli accorti "slittamenti"
aree di privacy e di illuminazione
altrimenti impensabili.
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Pianta
generale |
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Sezione
Studio tipo |
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Pianta
Studio tipo |
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Vista
interna |
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Vista
generale |
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Vista
interna -cucina- |
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Vista
interna -soggiorno- |
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Vista
esterna |
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Scorcio
tra gli edifici 3a e 3b |
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Ogni
edificio è composto da una zona notte a
soppalco dove si trovano il bagno e la
camera da letto. Mentre al livello
inferiore trovano posto l'angolo cottura
e l'ampio soggiorno. Oltre ai tre
edifici esiste un piccolo locale comune
adibito a deposito e lavanderia. Ogni
appartamento poggia su un basamento in
cemento armato molto robusto, in grado
di reggere le 200 tonnellate di peso
della struttura portante in terra
compressa (pisé). Joy aggiunge piccole quantità di
pigmento naturale di colore rosso alle terre locali
per sopperire all'
"inconveniente" causato dal colore grigiastro
che le caratterizza. La
faccia interna delle pareti sono state rifinite con
un sigillante naturale di colore chiaro,
con lo scopo di evitare il fenomeno
dello "spolverio", mentre
quelle esterne sono rimaste grezze. Spesso
gli edifici in terra presentano dei
punti critici di deterioro in
coincidenza con i davanzali delle
finestre, a questo proposito Joy adopera
come accorgimento l'innalzamento delle
fondazioni fino alla soglia inferiore di
alcune finestre. Contrariamente
a quanto spesso consigliato per le
costruzioni in terra cruda, è da notare
che in questi edifici, la copertura, sporge dai muri solo
pochi centimetri; ma ciò è imputabile
alle caratteristiche climatiche della
regione, dove le precipitazioni sono
scarse, le giornate molto
calde e le notti molto fredde. A questo
proposito è bene rilevare come le
pareti di terra, spesse 46 cm, siano un
ottimo regolatore termico, grazie alla loro
capacità di ritardare la trasmissione
del calore. Infatti grazie a questo
"ritardo" gli edifici
rimangono freschi nelle ore più calde
del giorno e tiepidi nelle ore più
fredde della notte. Questo
complesso di piccoli edifici è
ritenuto, a ragione, un'interessante
esempio di progettazione destinata a piccoli spazi
urbani in aree di clima caldo e arido.
Nota:
Il materiale visivo di questo articolo
è stato attinto dalla rivista Domus e
dal libro di Rick Joy "Desert
Works"
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